Intorno alle tombe dei Re

Intorno alle tombe dei Re

Piccolo Chiostro San Mauro, Via Riviera 22, Pavia
L'avvio degli scavi presso la chiesa del Ss. Salvatore a Pavia

 

 

Verifiche diagnostiche preliminari

Al fine di valutare il potenziale archeologico del sottosuolo del complesso ecclesiastico in vista di scavi in estensione, nell’ambito di un progetto multidisciplinare sui monasteri imperiali pavesi (coordinamento di S. Lomartire, M.T. Mazzilli e C. Pagani), tra il 2017 e il 2018 sono state effettuate indagini diagnostiche.

Prospezioni elettromagnetiche non invasive hanno interessato l’intera superficie interna della basilica del Ss. Salvatore ed estesi settori ad essa limitrofi di proprietà della parrocchia, in particolare il Piccolo Chiostro adiacente alle navate: hanno prodotto rilievi radar-stratigrafici che hanno mostrato la distribuzione di numerose anomalie di differente natura nel sottosuolo.

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Rappresentazione delle risultanze delle prospezioni geofisiche a -1,20 m.Rappresentazione delle risultanze delle prospezioni geofisiche a -1,20 m.
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Sulla base delle risultanze delle prospezioni geofisiche, sono stati eseguiti due saggi archeologici esplorativi nel Piccolo Chiostro, volti alla verifica di alcune delle anomalie più vistose e alla valutazione diretta del deposito stratigrafico conservato (direzione della Soprintendenza preposta, S. Masseroli). In quello praticato nell’angolo sud-orientale dello spazio aperto sono state rinvenute alcune tombe con struttura in muratura, ancora dotate di copertura alla cappuccina, giustapposte in fitta sequenza; la datazione radiocarbonica di un individuo adulto, di corporatura medio-piccola, rimanda al periodo tra la seconda metà del VII e l’VIII secolo.

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Piccolo Chiostro, angolo sud-orientale: saggio preliminarePiccolo Chiostro, angolo sud-orientale: saggio preliminare
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La scoperta delle tombe altomedievali

Su iniziativa della Parrocchia del Ss. Salvatore e con la direzione scientifica dell’Università Cattolica, grazie al finanziamento della Fondazione PLuS Patrum Lumen Sustine di Basilea e con il patrocinio della Fondazione RegIt Centro Ricerche sul Regnum Italicum di Pavia, è stato possibile indagare l’intero Piccolo Chiostro: la metà meridionale nel 2024 e quella settentrionale nel 2025.

Sono state rinvenute 26 sepolture altomedievali (fine VII-IX, da precisare). Sono quasi tutte in struttura, con muratura in pezzame laterizio legato da terra o malta e rari elementi litici e ciottoli, spesso intonacate all’interno; le coperture vedono l’impiego di mattoni integri ancora di modulo romano, disposti a doppio spiovente. Sembrano indicare una produzione apposita per una committenza elevata.

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Alcune delle sepolture riportate alla luce nel 2024, con strutture e copertura in lateriziAlcune delle sepolture riportate alla luce nel 2024, con strutture e copertura in laterizi
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Alcuni gruppi di loculi sono stati costruiti all’interno di strutture unitarie, quadrangolari, con tre o quattro comparti al loro interno. Anche gli allineamenti seguiti, che lasciano fasce di rispetto forse per il passaggio e la frequentazione dell’area, sembrano presupporre una gestione controllata del cimitero, che non sembra lasciare molto spazio ad assetti spontanei.

Almeno la tomba più antica era internamente intonacata e dipinta con pigmento rosso: restano una croce circondata da segmenti curvilinei e rettilinei sul lato breve di testa e una croce con girali, di dimensioni minori, al centro del lato lungo meridionale.

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La tomba più antica, internamente intonacata e dipinta con croci rosseLa tomba più antica, internamente intonacata e dipinta con croci rosse
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Lo studio dei resti scheletrici

Lo scavo ha permesso di recuperare i resti ossei di 50 individui. Con ogni probabilità si tratta di persone di elevato livello sociale e cronologia piuttosto circoscritta: essi costituiscono un importante campione del popolamento della Pavia capitale altomedievale.

La collaborazione con la cattedra di Antropologia dell’Università degli Studi di Milano (prof.ssa Cristina Cattaneo) garantisce l’interazione nella documentazione sul campo e lo studio in laboratorio dei resti ossei. Questi costituiscono un importante archivio di informazioni: permetteranno infatti di conoscere lo stato di salute degli inumati, le attività svolte in vita (o almeno gli sforzi più ricorrenti), le possibili cause di morte.

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Fasi di documentazione dei resti umani nelle tombe altomedievaliFasi di documentazione dei resti umani nelle tombe altomedievali
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Analisi chimiche indagheranno la dieta alimentare della comunità sepolta, rivelandone le abitudini alimentari (ed eventuali carenze). Analisi archeo-genetiche all’avanguardia sveleranno eventuali rapporti parentali fra i defunti, soprattutto quelli nelle stesse sepolture; inoltre, riveleranno l’ascendenza biologica, locale o centro-nord europea derivante dall’arrivo di gruppi germanici in città.

Un profilo biologico dei singoli individui in grado di raccontare per la prima volta su un campione esteso e ben documentato le abitudini e le componenti della comunità pavese nei secoli in cui era capitale.

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Fasi di documentazione dei resti umani nelle tombe altomedievaliFasi di documentazione dei resti umani nelle tombe altomedievali
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