Basilica

 

Basilica del Santissimo Salvatore (Pavia)

 

La Basilica del Santissimo Salvatore, comunemente chiamata ‘di San Mauro’, è uno dei monumenti più belli della città non solo per l’architettura, che segna il passaggio dal Gotico al Rinascimento, ma anche per la ricca decorazione che la riveste internamente e attira l’attenzione, rallegrando gli occhi e il cuore di chi entra in questo tempio. Le numerose opere d’arte sono segni che manifestano la fede della lunga schiera di persone che attraverso i secoli, alla scuola di San Benedetto, hanno incontrato Dio nell’ascolto della Parola, nei sacramenti, nella preghiera liturgica e personale.

La chiesa venne fondata dal re longobardo Ariperto verso la metà del sec. VIII. L’imperatrice Adelaide, verso il 962, vi fondava una comunità benedettina cluniacense, cui subentravano nel 1449 i benedettini dell’obbedienza di Santa Giustina di Padova, i quali riedificavano la chiesa nelle forme attuali. Il monastero fu soppresso da Giuseppe II nel 1786, e trasformato insieme alla chiesa in caserma e deposito militare. Fu recuperata dal cardinale Agostino Riboldi e riaperta al culto il 21 maggio 1901. Fu eretta in parrocchia nel 1929.

Da "Le chiese di Pavia", a cura di Luisa Erba

 

La
» vedi La Basilica del Santissimo Salvatore di Pavia - Foto
Un centinaio di belle foto della nostra Basilica (su Dropbox)

 

The Mausoleum of Saint Salvatore [in English]
The Mausoleum of Saint Salvatore [in English]  The Mausoleum of Saint Salvatore

( Traduzione dei ragazzi dell’Istituto Volta di Pavia )

 

 


Basilica Santissimo Salvatore in tour (marzo 2022)

 

Visita della chiesa di San Mauro
Evento FAI del 25 novembre 2023
  Visita della chiesa di San Mauro

( Evento FAI del 25 novembre 2023 )

 

È qui che venivano sepolti i Re Longobardi?
Pavia, Anni Trenta, Indagini con il georadar
  È qui che venivano sepolti i Re Longobardi?

( Pavia, Anni Trenta, Indagini con il georadar )

 

La pala dell’Ascensione in San Salvatore a Pavia [abstract]
La pala dell’Ascensione in San Salvatore a Pavia
[abstract]
Girolamo Dalla Valle Leoni (1530-1576) e la circolazione di artisti e modelli tra le abbazie cassinesi nel XVI secolo
[ Andrea Sartori, Arte Lombarda, 197 | 2023 | 1 ]
L'articolo integrale è disponibile qui: https://doi.org/10.26350/666112_000119

 

 

Basilica del Santissimo Salvatore (Pavia)
— su Wikipedia Italia —
  Basilica del Santissimo Salvatore (Pavia)

( — su Wikipedia Italia — )

Informazioni

 

 

Santissimo Salvatore Santissimo Salvatore
Via Riviera, 20 — 27100 Pavia
email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
IBAN: IT 79R O3069 113101 00000068397

 

 

 

Cappella Sacro Cuore Cappella Sacro Cuore
Via Verdi, 25 — 27100 Pavia

 

 

Centralino della parrocchia del Santissimo Salvatore Centralino della parrocchia del Santissimo Salvatore
0382 193371
+ numero dell'interno

 

1 … per la segreteria del Piccolo Chiostro

2 … per i servizi parrocchiali

3 … per l'oratorio

4 … per la società sportiva

5 … per la Cappella del Sacro Cuore

6 … per la Basilica del Santissimo Salvatore

7 … per una delle opere di carità

8 … per comunicare con don Franco

9 … per comunicare con don Tino

La Mensa del Fratello

Alla Mensa del Fratello c'è sempre un posto a tavola

 

Se un fratello o una sorella sono nudi, se mancano del sostentamento quotidiano, e uno di voi dice loro “andate in pace, riscaldatevi, sfamatevi” senza dar loro quel che e necessario al loro corpo, a che servirebbe? Lo chiedeva l’apostolo Giacomo. Se lo sono chiesti, quasi trent’anni fa, esattamente il 6 gennaio 1986, il parroco di San Mauro Don Giuseppe Ubicini, che benedisse la prima cena della “mensa del fratello”, e 7 volontari che quel giorno prestarono servizio.

Non è necessario tessere le lodi e manifestare l’ammirazione di queste persone, perché la vera carità si vive nel silenzio e non chiede nulla in cambio. « Quando Don Giuseppe Ubicini, durante una riunione, ci parlò del suo desiderio di dare vita alla mensa del fratello per venire incontro ai tanti bisogni delle persone in difficoltà e procurare loro un luogo in cui ripararsi e fruire di un pasto caldo, mi tornarono alla mente le parole di Don Enzo che, negli incontri di preghiera, non si stancava di ripeterci che l’indifferenza è il male più grande e genera altri mali… ».

Non a caso, nel raggio di cento metri vivono la mensa del Fratello e la Casa del Giovane, opere della carità che hanno unito una parrocchia allora divisa in due tronconi diversi per cultura e per estrazione sociale. Pur operando in contesti e con dinamiche proprie, sono accomunate dalla forte esperienza di amore per gli ultimi, ed il riferimento all’esempio di santità di Don Enzo e Don Giuseppe ne è e sarà sempre l’elemento ispiratore.

 

— § —

 

Una parrocchia di solito mette l’aula per la celebrazione della Messa a disposizione dei cristiani che la frequentano; in alcuni casi, quando vi è lo spazio e la tradizione ha aperto la strada, ecco che una parrocchia offre pure il luogo dell’educazione dei ragazzi: è l’oratorio.

Invece non è di tutte le comunità cristiane la capacità e la possibilità di offrire ai fedeli una iniziativa di carità di cui la comunità parrocchiale è chiamata a prendersi la responsabilità.

Va letta in questa luce la novità di scelta che è stata fatta da don Ubicini. Certamente egli inizia un’opera e sa che chiama i suoi parrocchiani ad attuare un servizio di mensa basato su gesti servili, per i quali oggi in genere si paga, almeno in una parte del mondo.

Come si impara ad accogliere, accudire e dare da mangiare agli altri? Lo si fa con scelte che hanno una doppia dimensione non da tutti e con facilità apprezzata: tolgo tempo a me stesso, e dedico spazio ed energie mettendole a disposizione di altri.

Tuttavia occorre comprendere bene: il servire è una scelta irrinunciabile per dire la condizione umana, e infatti sappiamo bene che dipendiamo gli uni dagli altri. Poi consideriamo che nell’offrire cura ci si mette in relazione all’altro. E si tratta di un rapporto esigente. Infatti non conta solo il nutrimento che in una mensa si può offrire, o un vestito con cui proteggo il corpo dell’altro. Sappiamo che lo sguardo e l’umanità del gesto che accompagna il dono mettono in luce che il servire avviene liberamente, e il prendersi cura esprime un aspetto essenziale della vita umana.

Dobbiamo imparare a leggere l’atto del prendersi cura dell’altro, specie se gratuito, come qualcosa che apre uno squarcio di verità e di luce sull’ordine che regge l’universo. Sia che si tratti del normale e privato prendersi cura da parte di una madre o di un padre, sia che si tratti del pubblico accorrere al grido d’aiuto, il farsi liberamente servi dell’altro –che è per definizione bisognoso- attesta che la cura sta all’origine dell’esistenza e ne sorregge il senso.

Per questa ragione vi è un dare e un ricevere tra l’Eucaristia che celebriamo nelle nostre chiese e l’opera di servire, nella mensa come nella cura dei poveri. Noi si riceve l’Eucaristia come il segno del legame più radicale e decisivo con Colui che non solo ha creato la vita, ma è venuto in mezzo a noi per servire la vita. Chi partecipa alla messa, chi riceve l’Eucaristia, dopo aver ascoltato la Parola che narra l’esistenza di Gesù, partecipa e testimonia questo ordine di dedizione su cui sta l’universo. Egli ne riceve forza, ma avendo servito, vive con maggiore autenticità il gesto di partecipare alla messa.

Grazie all’intuizione di don Ubicini, continuata con generosità da don Torchio e don Tassone con l’aiuto indispensabile di tanti laici generosi, nella Parrocchia di San Mauro si offre ogni giorno l’occasione perché il cuore di Cristo che ama si manifesti nei gesti, nelle parole, nelle iniziative di cristiani e non cristiani che vogliono servire il prossimo.

✝ Giovanni Giudici, Vescovo di Pavia
Pavia, 12 febbraio 2012

 

 

— § —

 

Pasti distribuiti dal 1993 al 2014

 

Totale pasti

 

Pasti: media giornaliera per mese

 

— § —

 

Aiutaci ad aiutare

Per aiutare la “Mensa del Fratello”…
IBAN: IT 79R O3069 113101 00000068397

 

— § —

 

Il Giornale “Santissimo Salvatore”

Anno I - N° 1 - Settembre/Ottobre 2008 Anno I - N° 2 - Dicembre 2008 Anno I - N° 3 - Marzo/Aprile 2009 Anno I - N° 4 - Giugno/Luglio 2009
Anno I - N° 1
Settembre/Ottobre 2008
Anno I - N° 2
Dicembre 2008
Anno I - N° 3
Marzo/Aprile 2009
Anno I - N° 4
Giugno/Luglio 2009
Anno II - N° 5 - Dicembre 2009 Anno II - N° 6 - Maggio 2010 Anno II - N° 7 - Dicembre 2010 Anno III - N° 8 - Novembre 2011
Anno II - N° 5
Dicembre 2009
Anno II - N° 6
Maggio 2010
Anno II - N° 7
Dicembre 2010
Anno III - N° 8
Novembre 2011
Anno III - N° 9 - Dicembre 2011/Gennaio 2012 Anno III - N° 10 - Luglio 2012 Anno III - N° 11 - Dicembre 2012 Anno V - N° 12 - Ottobre 2013
Anno III - N° 9
Dicembre 2011/Gennaio 2012
Anno III - N° 10
Luglio 2012
Anno III - N° 11
Dicembre 2012
Anno V - N° 12
Ottobre 2013
Anno V - N° 13 - Dicembre 2013 Anno VI - N° 14 - Aprile 2014 Anno VI - N° 15 - Settembre 2014 Anno VI - N° 16 - Dicembre 2014
Anno V - N° 13
Dicembre 2013
Anno VI - N° 14
Aprile 2014
Anno VI - N° 15
Settembre 2014
Anno VI - N° 16
Dicembre 2014
Anno VII - N° 17 - Novembre 2015 Anno VIII - N° 18 - Dicembre 2016 Anno VIII - N° 19 - Maggio 2017 Anno IX - N° 20 - Marzo 2018
Anno VII - N° 17
Novembre 2015
Anno VIII - N° 18
Dicembre 2016
Anno VIII - N° 19
Maggio 2017
Anno IX - N° 20
Marzo 2018

 

 

Periodico dell’Associazione “Amici Oratorio San Mauro” Onlus
Proprietario ed Editore: Associazione “Amici Oratorio San Mauro” Onlus
Direttore Responsabile: don Franco Tassone

 

Associazione “Amici Oratorio San Mauro” Onlus
c/o Centro Giovanile Ss. Salvatore - Via Folla di Sopra, 50 - 27100 Pavia - tel. 0382526432
www.sanmauropavia.it

La Cappella del Sacro Cuore

 

Cappella del Sacro Cuore (Ticinello, Pavia)

 

La Cappella del Sacro Cuore

Si sono da poco svolti i festeggiamenti per i quindici anni dalla posa della prima pietra e i dieci anni dalla sua consacrazione e la Cappella del Sacro cuore è già entrata nel cuore dei pavesi. La sua moderna struttura, adeguata a livello impiantistico per la stagione estiva, con ampi spazi per incontri e attività, ha consentito di trovare una decorosa sistemazione per il Gruppo scout dell’Agesci, per “l’Armadio del Fratello”, per le attività dedicate alla terza età. Alcuni  spazi sono stati aperti alle famiglie con bambini che usufruiscono degli adiacenti spazi verdi attrezzati comunali.